{"id":9123,"date":"2020-04-22T15:09:01","date_gmt":"2020-04-22T13:09:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.enricobonino.com\/?p=9123"},"modified":"2020-04-22T15:11:18","modified_gmt":"2020-04-22T13:11:18","slug":"aiguille-de-la-republique","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/aiguille-de-la-republique.html","title":{"rendered":"Aiguille de la R\u00e9publique"},"content":{"rendered":"<h2>Oceano di granito all&#8217;Envers des Aiguilles<\/h2>\n<p>Sea of granit\u00a0<span class=\"_5mfr\"><span class=\"_6qdm\">\ud83d\ude0d<\/span><\/span> Grande avventura di quelle belle sull&#8217; Aiguille de la Republique. 50+ anni e non sentirli&#8230;complimenti Marc! (io spero di arrivarci\u00a0<span class=\"_5mfr\"><span class=\"_6qdm\">\ud83d\ude02<\/span><\/span>). Ne abbiamo fatta di strada in questi 10 anni che ci conosciamo,\u00a0e tante altre belle avventure ci aspettano!\u00a0<br \/>\nQuesta bellissima scampagnata risale all&#8217;anno scorso a inizio estate.<\/p>\n<p>Dopo un paio di giorni di &#8220;rinfresco&#8221; sull&#8217;arrampicata su roccia con scarponi, dato il bel tempo decidiamo di approfittarne per esplorare qualcosa di nuovo ad entrambi.\u00a0<br \/>\nIn passato sono stato diverse volte al rifugio dell&#8217; Envers des Aiguilles, ma non quante avrei voluto. Purtroppo la logistica non comodissima obbliga spesso ad avere 3 giorni a disposizione, l&#8217;alternativa \u00e8 una sgambata fino a valle assicurata.\u00a0<br \/>\nUna delle cime che ho sempre guardato con curiosit\u00e0 e interesse per via della sua storia \u00e8 l&#8217;Aiguille de la R\u00e9publique: un immenso paretone complesso la cui cuspide risulta come un monolito che si distingue facilmente dalla Mer de glace.\u00a0Siamo un p\u00f2 incerti sulla logistica da attuare: bivaccare all&#8217;attacco e percorrere la via il giorno seguente partendo prestissimo e poi correre per raggiungere il trenino in tempo, oppure attaccare direttamente, bivaccare sulla via, e proseguire con margine il secondo giorno.\u00a0<br \/>\nA volte pu\u00f2 essere utile lasciarsi aperte varie opzioni e decidere in corso d&#8217;opera, ed \u00e8 quello che abbiamo fatto.\u00a0<br \/>\nDopo il primo terzo di via sappiamo esserci una comoda cengia da bivacco, non sappiamo solo se c&#8217;\u00e8 ancora neve da sciogliere per fare acqua. Arrivati alla base del ghiacciaio decidiamo dunque di attaccare nonostante il caldo fotonico. Non sembrano esserci dei pericoli oggettivi particolarmente minacciosi, passiamo le due terminali e arriviamo alla roccia. Lo zaino con l&#8217;attrezzatura da bivacco \u00e8 pesante, ci portiamo appresso anche picozza e ramponi in quanto pi\u00f9 in alto vi sono ancora due potenziali tratti nevosi di cui non conosciamo la consistenza, e potrebbero tornarci utili. I tiri si susseguono abbastanza logicamente. Un paio di lunghezze pi\u00f9 impegnative ci fanno raggiungere la cengia per la notte. E&#8217; l&#8217;ora della pausa. Ci riposiamo una buona mezz&#8217;ora, sono le 15, mangiamo, beviamo, svuotiamo gli zaini. E ora che si fa? Siamo nelle giornate pi\u00f9 lunghe dell&#8217;anno, la notte sopraggiunge verso le 22. Mi confronto con Marc sul suo stato fisico. Personalmente io sarei per ripartire subito con gli zaini scarichi e terminare la via, cosicch\u00e9 l&#8217;indomani non dobbiamo fare altro che scendere senza fretta. Durante la prima parte della via Marc mi sembrava abbastanza provato dal peso dello zaino, forse preferisce riposare e proseguire il giorno dopo. Invece dopo essersi dissetato e nutrito a dovere mi dice chiaramente che \u00e8 pronto per ripartire in versione &#8220;fast&amp;light&#8221; per la vetta. Lasciamo in cengia tutto ci\u00f2 che non serve e via! Ci leviamo in fretta da un breve tratto un p\u00f2 esposto e agganciamo subito lo sperone principale. La salita si sussegue agevolmente e in breve arriviamo alla traversata che ci porter\u00e0 sempre pi\u00f9 vicino al monolite finale. Non \u00e8 certo la classica via che segui la stessa fessura da inizio alla fine, ci va un p\u00f2 di intuito, \u00e8 una via storica e non attrezzata. Sono presenti solo alcune soste. Arriviamo cos\u00ec all&#8217;ultimo terso della via, siamo ormai alti e sono circa 10 ore che fatichiamo tra scalata e avvicinamento. Marc comincia ad accusare un p\u00f2 di fatica e gli ultimi tiri sono i pi\u00f9 faticosi! Con calma, senza fretta, proseguiamo. La meteo \u00e8 perfetta, di fronte a noi godiamo della vista sulla parete N delle Grandes Jorasses e di tutta la Mer de glace. Sono ormai le 7 di sera, siamo a 2 tiri dalla vetta, Marc \u00e8 distrutto ma felice. Siamo su una grande piattaforma piatta e ci godiamo il momento magico, da soli. La scelta \u00e8 stata quella di scendere per completare la discesa alla luce. Con le ultime luci raggiungiamo la nostra alcova per la notte, nonostante il percorso tortuoso riesco ad indovinare una doppi che ci deposita direttamente sul &#8220;letto&#8221; (Marc dice &#8220;che bravo!&#8221; Io dico &#8220;che culo&#8221; :-)).<\/p>\n<p>Non ci resta che riposare, mangiare, bere e goderci la magica stellata che ci accompagner\u00e0 fino al mattino. Con calma ci alziamo, ma non vorremmo certo ripartire verso valle. E&#8217;stato fantastico, soli soletti abbiamo scoperto un altro angolo di mondo nel cuore del massiccio che preferiamo, il Monte Bianco. Ancor di pi\u00f9 in questo momento difficile sento la mancanza di queste meravigliose avventure, dove fondamentalmente la vita \u00e8 semplice, i ritmi scanditi dalle proprie capacit\u00e0 e da poche regole. Ma sono certo che rivivremo tutti questi momenti molto presto, ognuno nella sua dimensione. Ora l&#8217;importante \u00e8 che non ci facciamo portare via anche i sogni, perch\u00e9 i sogni sono la nostra libert\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oceano di granito all&#8217;Envers des Aiguilles Sea of granit\u00a0\ud83d\ude0d Grande avventura di quelle belle sull&#8217; Aiguille de la Republique. 50+ anni e non sentirli&#8230;complimenti Marc! (io spero di arrivarci\u00a0\ud83d\ude02). 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