{"id":610,"date":"2013-07-28T15:40:03","date_gmt":"2013-07-28T13:40:03","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/l%c2%92innominata-monte-bianco.html"},"modified":"2020-03-14T14:12:59","modified_gmt":"2020-03-14T13:12:59","slug":"linnominata-monte-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/linnominata-monte-bianco.html","title":{"rendered":"L&#8217;Innominata &#8211; Monte Bianco"},"content":{"rendered":"<p>Con un po\u2019 di ritardo arriva anche questo report\u2026<\/p>\n<p>In questo luglio 2013 sembra concentrarsi tutto il bel tempo che non ha fatto quest\u2019inverno e primavera, e questo non pu\u00f2 che far correre la fantasia con l\u2019imbarazzo della scelta sulle salite da fare. I sogni nel cassetto non mancano, l\u2019allenamento a questo punto neppure. Da una settimana prevista instabile si rivelano 5 giorni di bel tempo, ottimi per fare belle salite ma non abbastanza per mettere a segno uno dei nostri progetti \u201csegreti\u201d <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.enricobonino.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/smil3dbd4d6422f04.gif\" alt=\"\" \/> Cos\u00ec dopo lo sperone della Brenva, con Max decidiamo ripartire subito per l\u2019Innominata che dovrebbe portarci via solo un giorno e mezzo. Optiamo per la tattica del dormire al Monzino e farla in giornata. Il ghiacciaio per salire all\u2019Eccles sappiamo che \u00e8 buono e tracciato\u2026 non dovremmo avere problemi n\u00e8 perdere tempo. Solo lo scarso rigelo notturno ci rallenta. Passiamo vicino al bivacco proprio quando 3 tedeschi mettono fuori il naso, anche loro diretti all\u2019Innominata.<\/p>\n<div>\n<p>Insieme a Max e me ci sono anche Pierre Schmidt e Benois un suo cliente che erano gi\u00e0 con noi allo sperone pochi giorni prima. La compagnia promette bene. Passati i bivacchi Eccles \u00e8 ancora notte. Breve pausa al col Eccles e si riparte sul filo di cresta. I tiri pi\u00f9 difficili della salita son proprio all\u2019inizio. Ma sono brevi e progrediamo velocemente. Dopo il tiro chiave comincia ad albeggiare. Tutti i pilastri del Brouillard s\u2019incendiano di rosso e cos\u00ec fa la parte alta della nostra via. Bisogna essere veloci per arrivare presto al canale e traversarlo prima che comincino le scariche di sassi. La via \u00e8 in condizioni perfette e le tracce agevolano molto la progressione. L\u2019itinerario \u00e8 comunque molto evidente. In cima alla rampa ci fermiamo finalmente per mangiare e ammirare il panorma. Max \u00e8 talmente comodo e tranquillo che gli sembra di esser seduto sul balcone di casa (vedi foto gallery). Siamo quasi fuori dallo sperone\u2026 ci separano circa 250 metri di pendii. Ahim\u00e8 arrivati sulla cresta del Brouillard comincio a risentire le sensazioni provate in uscita dallo Sperone della Brenva: forti dolori allo stomaco e diaframma, conseguente nausea e difficolt\u00e0 a parlare. Tutto d\u2019un tratto mi sembra che siano i miei ultimi attimi di vita, sono piegato in due dal dolore, parlo senza far uscire suoni dalla boccca, ho nausea ma non riesco a vomitare\u2026 Allo sperone, tre giorni prima, mi \u00e8 capitata la stessa cosa in forma pi\u00f9 lieve, ma ero a 100 m in piano dall\u2019uscita della via e mi sono poi trascinato a valle. Ora sono a 2 ore dalla cima del Monte Bianco su una cresta affilata\u2026 proprio non ci voleva. Pierre e Benois vogliono chiamare l\u2019elicottero. Io rifiuto, voglio che Max si possa godere la cima e terminare la salita che fino a l\u00ec \u00e8 stata perfetta! La progressione \u00e8 per me un\u2019agonia, non mi sono mai sentito cos\u00ec prima: non sono stanco, non ho il fiatone, non ho mal di testa ma sono dolorante e non riesco neanche a parlare! Pazzesco. A ogni modo riesco a rimanere lucido e dopo 10 ore dalla partenza dal Monzino arriviamo in cima. Non c\u2019\u00e8 una nuvola in cielo. \u00c8 fantastico. Ora per\u00f2 dopo essermi trascinato fino a l\u00ec, non ce la faccio davvero pi\u00f9 e mi lascio convincere a chiamare l\u2019elicottero. Max si diverte come un bambino\u2026 io un po\u2019 meno, e nel giro di poco siamo di nuovo a valle. Mi verr\u00e0 poi diagnosticata una gastrite ulcerosa dovuta agli antinfiammatori presi per lungo tempo a causa della caviglia rotta.<\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 che sia andato tutto bene. \u00c8 stato bello condividere la salita con Pierre e Benois che avrebbe dovuto partire dopo lo sperone e che come nei film drammatici, si \u00e8 ritrovato davanti al treno in corsa senza avere il coraggio di salirci\u2026 ed \u00e8 cosi rimasto per scalare con noi l\u2019Innominata.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con un po\u2019 di ritardo arriva anche questo report\u2026 In questo luglio 2013 sembra concentrarsi tutto il bel tempo che non ha fatto quest\u2019inverno e primavera, e questo non pu\u00f2 che far correre la fantasia con l\u2019imbarazzo della scelta sulle salite da fare. I sogni nel cassetto non mancano, l\u2019allenamento a questo punto neppure. 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