{"id":602,"date":"2013-06-29T14:30:03","date_gmt":"2013-06-29T12:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/gran-paradiso-traversata-integrale.html"},"modified":"2020-03-14T14:06:23","modified_gmt":"2020-03-14T13:06:23","slug":"gran-paradiso-traversata-integrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/gran-paradiso-traversata-integrale.html","title":{"rendered":"Gran Paradiso &#8211; traversata integrale"},"content":{"rendered":"<p>La cresta che collega il col Bonney al Gran Paradiso \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 estetiche traversate del Nord Italia, a torto raramente ripetuta, e che ha lasciato di stucco tutti e tre&#8230;che la zona la conosciamo bene! \u00c8 davvero difficile descrivere questa salita, penso che sia una delle pi\u00f9 belle giornate che ho passato in montagna negli ultimi anni. Eravamo al momento giusto nel posto giusto e con la giusta compagnia. Un piccolo sogno realizzato dopo decine di giornate passate ad ammirare questo filo di cresta dalla terrazza del rifugio Chabod!<\/p>\n<div>\n<p>Uno dei primi libri di montagna che attir\u00f2 la mia attenzione da ragazzino fu \u201cGran Paradiso e Valli di Lanzo \u2013 le 100 pi\u00f9 belle ascensioni\u201d di Giancarlo Grassi. Col suo modo di scrivere tra l\u2019enigmatico e il passionale riusciva a rendere interessante qualsiasi salita. Tra i bei itinerari proposti, spesso ricercati, \u00a0mi ha sempre colpito l\u2019interminabile traversata Herbetet-Gran Paradiso: una lunghissima cavalcata di 18 ore dove la relazione lasciava spazio ad un eventuale bivacco. Insomma c\u2019erano tutti gli ingredienti per stimolare la fantasia si un giovane alpinista sognatore alle prime armi! Il Gran Paradiso lo venni poi a conoscere direttamente solo molti anni dopo, quando l\u2019alpinismo divent\u00f2 per me una professione. Le prime gite avvennero per la via normale pi\u00f9 classica dal rifugio Vittorio Emanuele. In seguito, scoprii il versante Nord-Ovest ed il rifugio Chabod, posto su un panoramico balcone al Sole , proprio fronte a tutte le cime che sognavo da ragazzo. WOW! Rimasi estasiato dalla severit\u00e0, dall\u2019eleganza e allo stesso tempo dalla vicinanza di quelle pareti ghiacciate, e da quell\u2019infinita cresta che segnava il confine tra roccia e cielo. Sono passati molti anni da allora, ma ogni volta che torno su quella terrazza sogno di essere lass\u00f9 e percorrere quella cresta disegnata, che per\u00f2 per me e per la visuale che ne avevo, andava \u201csolo\u201d dal col Bonney al Gran Paradiso.<\/p>\n<div>\n<p>Poco tempo fa, per puro caso, \u00e8 arrivato il momento di scoprirla, e la ciliegina sulla torta \u00e8 stata scoprirla insieme a due \u201cclienti di pregio\u201d e condividere con loro la giornata perfetta!<\/p>\n<p>Il \u201csuccesso\u201d della traversata \u00e8 stato inaspettato a causa di una partenza un po\u2019 travagliata. L&#8217;obiettivo originale era nel massiccio del Monte Bianco, finalmente il tempo si mostrava clemente e volevamo approfittarne. Dovevamo essere solo io e Max diretti verso uno dei nostri 1000 sogni comuni. Poi Marco decide di aggregarsi. Io non lo conosco bene, e i suoi interessi si scostano da quelli da noi previsti. Ma in montagna si va per piacere e non per mettere crocette sulle vette (almeno per noi \u00e8 cos\u00ec&#8230;) perci\u00f2 un accordo \u00e8 presto trovato: lo sperone della Brenva. Poi ci incontriamo la mattina, \u00a0dopo che ha nevicato la notte precedente e lo zero termico \u00e8 bassissimo. Che si fa?!?! Si va qui &#8211; si va l\u00e0?!?! L&#8217;idea di gelarci i piedi e di trovare eventualmente delle placche a vento in uscita dal seracco non ci convinceva&#8230; In questi casi la zona del Gran Paradiso \u00e8 sempre un salvacondotto: un po\u2019 pi\u00f9 basso di quota, un po\u2019 pi\u00f9 a sud della cresta di confine, e le condizioni sono generalmente migliori quando al Bianco si han dubbi. Io la butto l\u00ec: tentiamo la traversata integrale dal col Bonney al Grampa. Marco \u00e8 subito entusiasta; Max snobba un po\u2019 la zona pensando \u201cal solito Grampa\u201d, ma presto avr\u00e0 modo di ricredersi!<\/p>\n<p>La cresta, per buone condizioni come le abbiamo trovate noi, \u00e8 assolutamente fantastica. Il panorama \u00e8 incredibile a 360 gradi: dal Delfinato al Monte Rosa al Vallese al Monte Bianco!!! La neve dura ha permesso una progressione veloce tenendo insieme e coprendo i detriti sulle cenge, e la sua grande quantit\u00e0 \u00a0ancora presente sul ghiacciaio di Lavecieu ha reso rapida la discesa \u00a0al rifugio Chabod dove la buona accoglienza \u00e8 sempre da primato. In quanto a bellezza il percorso non ha davvero nulla da invidiare alla pi\u00f9 famosa cresta di Rochefort, pi\u00f9 corta e facile. Durante tutta la salita non potevamo fare a meno di fermarci a fotografare in tutte le direzioni: prima i giochi di colori del primo Sole, poi la cresta finale lucente e dopo ancora la luce tersa del pomeriggio sulla vetta. Rifocillati a dovere, gettiamo ancora uno sguardo alla grande cavalcata (di quasi 3 km di cresta!!!) appena terminata e scendiamo verso valle! Nonostante le 16 ore di cammino e arrampicata terminiamo la giornata pi\u00f9 felici che stanchi e ci dirigiamo verso casa ancora increduli. Arrivederci Gran Paradiso e grazie a Marco e Max per aver condiviso questa salita da tanto sognata!<\/p>\n<p>Arrivando in cima, non poteva mancare un pensiero ai due amici da poco scomparsi su questa cima, Paolo B. e Luca C.<\/p>\n<p><strong>Si ringraziano gli sponsor Patagonia, Scarpa e Baroli Sport per il materiale fornito.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cresta che collega il col Bonney al Gran Paradiso \u00e8 sicuramente una delle pi\u00f9 estetiche traversate del Nord Italia, a torto raramente ripetuta, e che ha lasciato di stucco tutti e tre&#8230;che la zona la conosciamo bene! \u00c8 davvero difficile descrivere questa salita, penso che sia una delle pi\u00f9 belle giornate che ho passato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":505,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[11,8],"tags":[],"class_list":["post-602","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alpinismo","category-blog"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=602"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/602\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}