{"id":594,"date":"2025-04-10T13:10:04","date_gmt":"2025-04-10T11:10:04","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/drus-couloir-nord-est.html"},"modified":"2025-04-10T22:14:44","modified_gmt":"2025-04-10T20:14:44","slug":"drus-couloir-nord-est","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/drus-couloir-nord-est.html","title":{"rendered":"DRUS &#8211; COULOIR NORD EST 1973"},"content":{"rendered":"<p>Nel dicembre del 1973 due alpinisti francesi, Walter Cecchinel e Claude Jager si avventurano verso la parete Nord Est dei Drus. In quattro giorni salgono una via nuova, in invernale ed estrema per l&#8217;epoca, che li vedr\u00e0 entrare nella storia dell&#8217; alpinismo : Il couloir Nord Est dei Drus \u00e8 infatti la prima grande via di ghiaccio salita nel massiccio del Monte Bianco con l&#8217;utilizzo di due piccozze. Cos\u00ec, durante uno dei pi\u00f9 importanti exploits di alpinismo nelle Alpi si inaugurava la tecnica della piolet traction in alta montagna.<\/p>\n<div>\n<p>\u00c8 difficile guardare il monolito dei Drus e immaginare che quest&#8217;immensa montagna di granito possa avere una linea &#8220;debole&#8221; e che presenti difficolt\u00e0 e terreni di tutt&#8217;altra natura che quelli rocciosi. La parete Ovest con la sua maestosit\u00e0 \u00e8 la pi\u00f9 evidente.\u00a0 Vie famose che la percorrono come la Diretta Americana (altra salita oggetto di exploit alpinistico come quello di Profit che la sal\u00ec in free solo in poche ore nel 1982), o spettacolari crolli sul pilastro Bonatti, hanno catturato l&#8217;attenzione di alpinisti, turisti e appassionati di tutto il mondo.\u00a0 Ma il couloir Nord Est \u00e8 un itinerario nascosto che solo gli alpinisti che amano il ghiaccio e les grandes courses invernali sognano di percorrere. \u00c8 un itinerario estremamente vario che si svolge in ambiente serio, e che racchiude in s\u00e9 tutti i tipi di terreno che l&#8217;alta montagna verticale pu\u00f2 offrire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>OTTOBRE 2010<\/strong><\/p>\n<p>Con Max Lucco e Nicolas Meli abbiamo deciso di avventurarci in questo angolo nascosto seguendo le orme degli apritori, veri maestri di alpinismo che con i loro attrezzi rudimentali hanno salito una via di gran classe di 900 m. Via che nonostante gli attrezzi di cui disponiamo oggi, resta MOLTO impegnativa. I ricordi pi\u00f9 belli? il bivacco sulla morena alla base della parete Ovest , l&#8217;ambiente yosemitico della salita (raramente ho trovato una tale verticalit\u00e0 su una via alpinistica) e l&#8217;aver salito con un cliente una di quelle vie che da ragazzo sognavo sfogliando i libri e che vedevo come inarrivabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>APRILE 2025<\/strong><\/p>\n<p>Dopo 15 anni torno inaspettatamente per festeggiare il mio 44esimo compleanno con una compagna di cordata d&#8217;eccezione, o forse sarebbe pi\u00f9 giusto dire.. eccezionale, Ilaria! <br \/>\nRaramente gli astri collimano affinch\u00e9 possiamo condividere delle belle salite insieme. A lungo abbiamo sognato di scalare insieme la parete N della nostra montagna del cuore, le Grandes Jorasses, eravamo allenati per farlo, le condizioni non erano male, ma la complessa logistica non combaciava con i giorni a disposizione e gli impegni reciproci. Cos\u00ec dalle Jorasses ai Drus \u00e8 stato un attimo \ud83d\ude42 Non che li la logistica fosse semplice, ma almeno non dovevamo tornare alla base della parete i giorni successivi a recuperare il materiale da sci.\u00a0<br \/>\nTutto \u00e8 stato perfetto! Il bivacco sotto ai Drus, l&#8217;inaspettata scalata in libera del secondo tiro di artificiale, l&#8217;arrivo in cima con le lacrime agli occhi per la felicit\u00e0&#8230; Anche la compagnia di tre ragazzi Svizzeri davvero simpatici che hanno condiviso con noi il bivacco e parte della salita \u00e8 stato piacevole.\u00a0<br \/>\nI momenti di difficolt\u00e0 e incertezza ci sono stati, \u00e8 normale su una parete cos\u00ec, ma li abbiamo superati come una grande squadra!<\/p>\n<p>La via \u00e8 certamente cambiata negli anni, soprattutto la goulotte superiore che ha perso un grande volume di ghiaccio ed \u00e8 a tratti irriconoscibile. La parte di roccia \u00e8 forse stata toccata da un piccolo distacco roccioso che ha complicato un pochino la salita, nulla di radicale per ora. In futuro, probabilmente bisogner\u00e0 reinventarsi il terzo tiro della head wall. Insomma&#8230;la montagna \u00e8 in movimento e il repentino cambiamento \u00e8 assolutamente tangibile!<\/p>\n<p>Ma soprattutto bravissima Ilaria, sei stata una super compagna di cordata in questa bella avventura e sono felicissimo di esserci tornato insieme a te in un giorno speciale. <br \/>\nIl couloir NE dei Drus per la via originale del &#8217;73 rimane uno degli itinerari storici pi\u00f9 difficili e impegnativi delle Alpi per esposizione, difficolt\u00e0, complessit\u00e0, lunghezza e ingaggio. Fatta questa il resto \u00e8 tutto in discesa ahahahah!\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dicembre del 1973 due alpinisti francesi, Walter Cecchinel e Claude Jager si avventurano verso la parete Nord Est dei Drus. 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