{"id":592,"date":"2011-01-25T12:50:02","date_gmt":"2011-01-25T11:50:02","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/droites-parete-n-via-ginat-jackson.html"},"modified":"2020-02-12T14:59:04","modified_gmt":"2020-02-12T13:59:04","slug":"droites-parete-n-via-ginat-jackson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/droites-parete-n-via-ginat-jackson.html","title":{"rendered":"Droites parete N &#8211; via Ginat\/Jackson"},"content":{"rendered":"<p>Sono particolarmente affezionato a questa parete, forse perch\u00e9 su questa, anni or sono, ho salito il mio primo \u201cvione\u201d, la Ginat. Ma da allora sono passati molti anni e molte salite, alcune di queste, ancora una volta su questa splendida parete e per itinerari diversi.<\/p>\n<div>\n<p>Oggi, alla mia quinta visita sul versante Nord delle Droites, la salita prende un significato nuovo perch\u00e9 per la prima volta vi accompagno un cliente, il mitico Max Lucco, e con lui salgo anche la variante Jackson alla Ginat.<br \/>\nLe condizioni della parete sono ottime, molto strano per questo periodo dell\u2019anno.<br \/>\nPer\u00f2, dato lo scarso innevamento superare la crepaccia terminale \u00e8 tutt\u2019altro che semplice, anzi direi laborioso. Si salgono torri di neve, si scende nel buco, si risale e si attraversa un ponte aereo, poi finalmente si raggiunge l\u2019altro lato del crepaccio\u2026 insomma, sembra di essere sulle montagne russe.<br \/>\nLa variante Jackson \u00e8 una vera chicca che andava per forza colta al volo, siccome si forma raramente.<br \/>\nAlla fine del pendio mediano della parete Nord attaccare l\u2019evidente goulotte-diedro a destra della Ginat. Questa variante \u00e8 lunga 3 tiri, di cui il primo e il terzo decisamente effimeri e difficili da proteggere. Pertanto richiedono dimestichezza nel grado e buon autocontrollo dei nervi per procedere su ghiaccio fine lontano dalle protezioni.<\/p>\n<p>L1: 60 m, 80\/85 gradi, molto sottile nel diedro della seconda met\u00e0 del tiro, sosta in corrispondenza di un terrazzo e di un chiodo da roccia sulla destra.<\/p>\n<p>L2: 35 m, passi a 85, buone protezioni su roccia, sosta a chiodi su un terrazzo a destra.<\/p>\n<p>L3: 58 m, 80\/90 gradi, sostenuto e sottile. A met\u00e0 del tiro c\u2019\u00e8 un chiodo da roccia sulla destra, utili viti corte, non vi \u00e8 la sosta, da fare su ghiaccio e friend piccolo all\u2019uscita dal difficile.<\/p>\n<p>Da qui si prosegue per la via (evidente) Ginat fino alla breche.<\/p>\n<p>Il materiale necessario per la variante Jackson \u00e8 uguale a quello per la Ginat (vedi scheda).<\/p>\n<p>Discesa: dopo le doppie sul versnte Sud che cominciano alla breche e finiscono alla terminale, \u00e8 difficile consigliare se portare sci, racchette o tanta pazienza\u2026 noi abbiamo optato per l\u2019ultima delle tre in quanto nella prima parte dopo la terminale le racchette non sono utilizzabili perch\u00e9 troppo ripido e sul piano che porta a Montenvers ci sono le tracce degli sci che portano abbastanza bene; gli sci pesano molto durante la salita e con la neve pesante e crostosa che spesso caratterizza il versante Talefre, sono inutilizzabili con gli scarponi da montagna. Sono utili solo dall\u2019inizio del pianoro fino al treno (condizioni attuali), perci\u00f2 al momento il gioco non vale la candela. Meglio scalare leggeri e veloci e fermarsi a dormire al Couvercle o armarsi di tanta pazienza e scendere a valle a piedi.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono particolarmente affezionato a questa parete, forse perch\u00e9 su questa, anni or sono, ho salito il mio primo \u201cvione\u201d, la Ginat. Ma da allora sono passati molti anni e molte salite, alcune di queste, ancora una volta su questa splendida parete e per itinerari diversi. Oggi, alla mia quinta visita sul versante Nord delle Droites, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":485,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[60,59],"tags":[],"class_list":["post-592","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mountaineering","category-blog-en"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=592"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/592\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/485"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}