{"id":586,"date":"2014-06-26T11:50:03","date_gmt":"2014-06-26T09:50:03","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/cresta-kuffner-condizioni-e-aneddoti.html"},"modified":"2020-03-13T16:46:29","modified_gmt":"2020-03-13T15:46:29","slug":"cresta-kuffner-condizioni-e-aneddoti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/cresta-kuffner-condizioni-e-aneddoti.html","title":{"rendered":"Cresta Kuffner &#8211; condizioni e aneddoti"},"content":{"rendered":"<p>Salita oggi 26 giugno la cresta Kuffner al Mont Maudit con Andrea Racchelli. Condizioni generali ottime. Ancora neve inconsistente sui versanti ovest e nord: quindi nel tratto tra la spalla e la cima, e sulla discesa. Partiti dal rifugio Torino e salito il canale di accesso di destra (variante per chi non bivacca alla Fourche). Al momento la terminale passa bene tutto a destra.<\/p>\n<p><strong>Un breve aneddoto&#8230;<br \/>\n<\/strong><strong>DA QUI COMINCIO&#8217; LA MIA STORIA COL MONTE BIANCO&#8230;<\/strong><\/p>\n<div>\n<p>Pi\u00f9 ripercorro le salite della mia giovinezza e pi\u00f9 penso che all&#8217;epoca una vena di follia nella mia testa doveva essere presente. Ho salito la cresta Kuffner per la prima volta quando avevo 17 anni. Fu&#8217; la mia prima salita nel massiccio del Monte Bianco e forse la mia seconda salita in alta montagna. Ero con due amici e uno sconosciuto. Salimmo al rifugio Torino con obbiettivi vari possibili, ma lui, lo sconosciuto, voleva salire la Kuffner. I due amici ripiegarono forse per un malore, forse per divergenze di obbiettivi, ora non ricordo. Quello che ricordo \u00e8 la mia determinazione, quella mi \u00e8 ben chiara e posso sentirla ancora oggi. Mi ricordo che mi si present\u00f2 l&#8217;occasione di fare una grande salita nel gruppo del Bianco, e dal basso della mia esperienza pressoch\u00e9 nulla, quell&#8217;occasione volevo farla mia, e mettermi alla prova. Cos\u00ec f\u00f9 e tutto and\u00f2 per il meglio.<\/p>\n<p>Da quel giorno tutto cominci\u00f2: la mia voglia di scoprire ogni angolo del massiccio, di ripercorrere il cammino dei grandi alpinisti che avevano scritto la storia del luogo, di confrontarmi con quell&#8217;ambiente ostile e selvaggio che allo stesso tempo mi si mostrava amico.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca avevo appena cominciato a capire che le montagne potevano essere scalate e stavo &#8220;crescendo&#8221; in una scuola di alpinismo del CAI di Torino. Sentivo parlare di questo massiccio montuoso dagli istruttori, ascoltavo con curiosit\u00e0, arrivavo a casa da scuola e invece di aprire il libro di matematica o storia dell&#8217;arte aprivo la Guida dei Monti d&#8217;Italia \u201cMonte Bianco volume 1\u201d. Gi\u00e0 all&#8217;epoca ero molto ambizioso, all&#8217;et\u00e0 di 16 anni \u00a0ho deciso che nella vita volevo fare la Guida Alpina, quindi a 17 volevo salire qualsiasi cosa che si differenziasse da un piano orizzontale ( figuriamoci se mi si proponeva la Kuffner?!?!) Poi, ascoltando i racconti dei veterani come Ugo Manera, facevo castelli per aria e mi immaginavo appeso in parete intento a salire robe impossibili. Oggi ripercorro quello stesso itinerario \u00a0da professionista, e ogni volta mi fa rivivere ci\u00f2 che \u00e8 stato: le emozioni di quell&#8217;occasione improvvisa, la mia prima sveglia alle 2:00 in partenza per una salita alpinistica, l&#8217;avvicinamento su ghiacciaio sotto le stelle, l&#8217;alba pi\u00f9 bella del mondo, la sensazione dell&#8217;essere in sintonia con ci\u00f2 che mi circonda, lo scoprirmi a mio agio tra cornici, dirupi e monoliti rocciosi. Tutto questo lo rivivo oggi ogni volta che parto per un&#8217;avventura in montagna con gli amici, coi clienti, con me stesso. Tutto questo fa si che ritornare anche mille volte nello stesso luogo, sullo stesso ghiacciaio, sia sempre un&#8217;esperienza speciale.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salita oggi 26 giugno la cresta Kuffner al Mont Maudit con Andrea Racchelli. Condizioni generali ottime. Ancora neve inconsistente sui versanti ovest e nord: quindi nel tratto tra la spalla e la cima, e sulla discesa. Partiti dal rifugio Torino e salito il canale di accesso di destra (variante per chi non bivacca alla Fourche). 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