{"id":584,"date":"2016-10-23T11:30:03","date_gmt":"2016-10-23T09:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/cocktail-entreve-et-salluard.html"},"modified":"2020-03-13T15:09:33","modified_gmt":"2020-03-13T14:09:33","slug":"cocktail-entreve-et-salluard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/cocktail-entreve-et-salluard.html","title":{"rendered":"Cocktail entr&#8217;Eve et Salluard"},"content":{"rendered":"<p>Rivisitazione in chiave moderna della via Salluard (pi\u00f9 variate) sulla parete W dell\u2019Aguille d\u2019Entr\u00e8ves. Salita in due tempi il 20\/10\/2016 da Enrico Bonino e Andrea Racchelli, terminata il 22\/10\/2016 da Enrico Bonino, Ilaria Sonatore e Marco Ghisio.<\/p>\n<div>\n<p>Le temperature si abbassano, le funivie chiudono, la frenesia lavorativa diminuisce, e la voglia di far scintille cresce. E\u2019 il mio ciclo vitale! L\u2019autunno \u00e8 davvero il momento pi\u00f9 bello dell\u2019anno, per i suoi colori e per la solitudine di cui si pu\u00f2 godere in alta montagna. Le prime nevicate cancellano l\u2019arsura di fine estate e ricoprono le pareti e i ghiacciai di un manto delicato, nel vero senso del termine. Delicato perch\u00e9 soffice, delicato perch\u00e9 bianco, delicato perch\u00e9 rende la montagna meno scabrosa, delicato perch\u00e9 ancora fragile. E di questa fragilit\u00e0 bisogna aver timore e rispetto, perch\u00e9 l\u2019autunno non \u00e8 l\u2019inverno n\u00e9 la primavera, e i crepacci appena ricoperti dai fiocchi rimangono in agguato pronti ad inghiottirci.<\/p>\n<p>Detto questo, da settembre a dicembre \u00e8 la stagione ideale per coloro a cui piace grattar la roccia coi ramponi al freddo, piuttosto che con le scarpette al caldo, e Andrea \u00e8 uno di questi. Con lui abbiamo progetti di grandi vie di misto a spasso per le Alpi, pertanto cogliamo l\u2019occasione del suo rientro dalle competizioni di barca a vela per sgranchire un p\u00f2 gli arti. Dove e come \u00e8 sempre un\u2019incognita: siamo soliti partire per un obbiettivo e trovarci ad affrontarne tutt\u2019altro. Quindi partiti per salire la goulotte Cher\u00e9 al Triangle du Tacul ci troviamo ad aprire una via nuova all\u2019Aiguille d\u2019Entreve. Passando spesso alla base di questa parete avevo notato pi\u00f9 volte una linea logica che percorre tutto il centro parete fino in vetta. Sapevo dell\u2019esistenza di alcune vie di roccia storiche, ma non ne sono mai rimasto attratto in ottica estiva: esposta a nord, in gran parte costituita da roccia dubbia, con decine di cordate che percorrono la cresta soprastante scaricando sassi a valle da questo versante. Il mio \u201cnotare\u201d una linea logica lungo la parete era scontato che fosse in ottica invernale, armato di piccozze e ramponi.<\/p>\n<p>Con Andrea attacchiamo la via senza conoscerne le difficolt\u00e0 n\u00e9 avendo chiaro dove passino le vie Salluard e R\u00eave d\u2019entreve, ma semplicemente seguendo il nostro istinto. Lui accetta la sfida, io gasatissimo procedo in avanscoperta. Le difficolt\u00e0 non sono estreme ma il giusto per far scalare Andrea al suo limite. Arrivati poco oltre la met\u00e0 della via ci rendiamo conto che gli ultimi due tiri sarebbero troppo difficili per essere percorsi nel breve tempo che ci rimane prima perdere la funivia. D\u2019altronde lui al limite e io in apertura, non potevamo pretendere di essere pi\u00f9 veloci. Ma ci siamo molto divertiti e abbiamo proseguito la via per la linea di maggior debolezza verso la spalla ovest. L\u2019uscita in cresta si \u00e8 per\u00f2 mostrata poco interessante, pertanto avendo terminato il tempo a disposizione siamo rientrati felici della nostra bella giornata. Un p\u00f2 ero dispiaciuto per non essere arrivati in vetta, dall\u2019altra fremevo per terminare la linea in modo diretto per delle bellissime fessure e diedri che hanno attirato la mia attenzione durante tutta la salita. Due giorni dopo ritorno sul luogo del \u201cmisfatto\u201d con Ilaria e Marco per portare a termine la via. Conoscendo i primi tiri procedo veloce e concateno due lunghezze per risparmiare tempo. Cavolo, \u00e8 sempre una corsa contro il tempo per prendere la funivia, peccato. Siamo una cordata veloce nonostante siamo in tre: Marco su questo terreno \u00e8 una garanzia, Ilaria per avere un\u2019esperienza recente sul misto, si destreggia pi\u00f9 che egregiamente. Arrivati al punto X tiro dritto alla linea che avevo in mente: 35m di placca solcata da fessura perfetta (si\u2026 per incastrarci le mani!) che conduce al camino sommitale. Il tiro \u00e8 da sballo, ci divertiamo tutti molto a scalarlo, una vera chicca. Pochi metri ci separano dalla vetta, sono le 13:15. Dovremmo farcela. Dopo qualche tratto ostico in partenza, in breve siamo tutti in cresta a scaldarci le ossa al Sole. Soli soletti ci godiamo lo spettacolo che ci offre la montagna e la bella giornata passata insieme. Un breve itinerario di grande soddisfazione. Ora tocca a voi!<\/p>\n<p>Si ringraziano gli sponsor Climbing Technology, Millet, Scarpa e Baroli Sport per il supporto.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivisitazione in chiave moderna della via Salluard (pi\u00f9 variate) sulla parete W dell\u2019Aguille d\u2019Entr\u00e8ves. 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