{"id":3124,"date":"2014-12-05T11:48:40","date_gmt":"2014-12-05T10:48:40","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/?p=3124"},"modified":"2020-02-14T11:50:51","modified_gmt":"2020-02-14T10:50:51","slug":"cogne-ice-opening-conferenza-pubblica-12-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/cogne-ice-opening-conferenza-pubblica-12-dicembre.html","title":{"rendered":"Cogne Ice Opening &#8211; conferenza pubblica 12 dicembre"},"content":{"rendered":"<p>Vorrei divulgare la mia personale opinione in merito ai quesiti proposti da chi ha organizzato la conferenza, in quanto non mi sar\u00e0 possibile essere presente in tale data. Come professionista e amatore, tengo a far sentire la mia voce a riguardo, e a precisare il mio apprezzamento verso gli organizzatori per aver voluto portare la comunit\u00e0 \u201cghiacciatrice\u201d ad un confronto, prima di una qualsiasi azione personale che avrebbe certamente portato malumori e situazioni spiacevoli.<\/p>\n<p>I quesiti proposti:<\/p>\n<p>1) servono soste spittate sulle cascate?<\/p>\n<p>2) dovremmo sostituire l\u2019attrezzatura presente sulle vie di misto storiche gi\u00e0 esistenti? Si riscontra poco interesse da parte degli apritori di rinnovare.<\/p>\n<p>3) serve un codice di comportamento per gli ice-climbers che visitano la valle?<\/p>\n<p>4) le Guide hanno la priorit\u00e0 sulle vie?<\/p>\n<p>5) servono i pannelli indicatori per segnalare le linee di salita? i pannelli danno la falsa impressione agli ice climbers che Valeille e Valnontey siano un grande parco di divertimento.<\/p>\n<p>6) come pu\u00f2 cogne far fronte alla grande frequentazione da parte di ghiacciatori?<\/p>\n<p>Punti 1 e 5: Servono soste spittate sulle cascate e pannelli indicatori? Penso che non esista una risposta giusta o sbagliata per questa domanda cos\u00ec come non esiste per lo stesso quesito rivolto alla spittatura delle vie in montagna. Penso per\u00f2 che un\u2019attenta valutazione del micro-cosmo di Cogne possa portare il ragionamento verso una valutazione equilibrata. Parlo di micro cosmo perch\u00e9 per fortuna il dibattito \u00e8 limitato a quest\u2019area, il che ne semplifica lo sviluppo di pensiero e di decisione. Comincerei chiedendomi cos\u2019\u00e8 Cogne oggi, cosa rappresenta, e che cosa vuole offrire al pubblico. Cogne \u00e8 una comunit\u00e0 montana all\u2019interno di un parco nazionale che si propone al pubblico come sito dalle forti ed indiscutibili attrattive turistiche sotto il profilo ambientale, che ne incarna la sua ricchezza. Tra tutte le attivit\u00e0 che si possono svolgere in questa valle meravigliosa ci sono lo sci di fondo, l\u2019escursionismo, lo sci alpinismo, lo sci di pista, le racchette da neve, e anche l\u2019arrampicata su ghiaccio. Tutte queste attivit\u00e0, tutta la gente che \u00e8 attratta e si avvicina a Cogne, fanno si che Cogne viva. Cos\u2019\u00e8 cambiato negli ultimi 20-30 anni? Tutto, e non solo in questa valle. Le queste attivit\u00e0 che Cogne propone sono attivit\u00e0 che sono evolute e che tutte le comunit\u00e0 hanno contribuito a sviluppare e ad adattare al loro territorio e alle loro necessit\u00e0 turistiche. Lo sci da fondo esiste da una vita, col tempo sono nate le piste di diverso colore, di diverso nome, di diversa difficolt\u00e0, sono state messe delle paline indicatrici, delle regole di sicurezza, dei limiti da rispettare. La stessa cosa vale per le racchette da neve: i percorsi indicati e i tracciati battuti non fanno altro che direzionare il turista e regolamentarne il transito, spesso a suo vantaggio di sicurezza. Una volta non c\u2019erano i cartelli indicatori dei sentieri, poi con lo sviluppo dell\u2019escursionismo come attivit\u00e0 di massa le comunit\u00e0 sono state al passo coi tempi e hanno indicato i percorsi e manutenuto i sentieri per adattare l\u2019attivit\u00e0 allo sviluppo che ne seguiva. Ora, dire che le paline indicatrici delle cascate diano l\u2019impressione alla gente di essere in un parco dei divertimenti mi sembra davvero esagerato. Non sono 4 paline che rendono le cascate pi\u00f9 facili o meno pericolose. Al contrario, a mio parere, \u00e8 una buona trovata per rendere il luogo pi\u00f9 internazionale e pi\u00f9 accogliente, e tutto sommato a me, se non fossi local, darebbe l\u2019impressione di un comune attento al \u201csuo\u201d turista e alle attivit\u00e0 praticate sul suo territorio, non certo l\u2019impressione di un luna park. Veniamo ora gli spit sulle colate. Bisogna nuovamente distinguere se si parla in assoluto o relativamente alla comunit\u00e0 di Cogne. Ancora una volta non esiste un giusto e un sbagliato, esiste il saper ponderare e valutare tutto ci\u00f2 che ruota intorno ad una decisione. E\u2019 un dato di fatto che quasi tutte le 200 cascate della valle di Cogne abbiano le soste a spit. Chi le ha messe e chi da deciso di metterle? La comunit\u00e0 cognense ancora una volta ha visto lungo rispetto al futuro sviluppo dell\u2019attivit\u00e0 ghiacciatoria nella sua valle, e ha deciso di rendere pi\u00f9 sicuro l\u2019approccio alle cascate e la frequentazione delle stesse. Parte di questa decisione ( e di messa opera) \u00e8 stata avvallata e realizzata oltre che dalle Guide Alpine locali da una grande parte della comunit\u00e0 di professionisti che con l\u2019attivit\u00e0 del ghiaccio lavorano ogni inverno, e che per lavoro si trovano in situazioni di rischio quotidianamente. Mi pare ragionevole che il professionista cerchi di crearsi delle condizioni lavorative accettabili, sia ben chiaro, apprezzate anche dal cliente che lo paga per salvaguardare la sua sicurezza durante un\u2019uscita (\u2026senza poi contare tutti coloro che predicano etica e poi agli spit si attaccano regolarmente!!!). Ricollochiamo il discorso a Cogne. Cogne \u00e8 indiscutibilmente ed internazionalmente riconosciuto come uno dei centri dell\u2019arrampicata su ghiaccio mondiale, e l\u2019alta frequentazione delle colate, ad oggi, \u00e8 inevitabile. Da professionista ed amatore, mi sento di affermare con una certa sicurezza che su un\u2019attivit\u00e0 come la cascata di ghiaccio, dove la progressione lungo le colate \u00e8 vincolata alle proprie capacit\u00e0, energie ed esperienze, la presenza di soste a spit non incide in modo sensibile sulla frequentazione delle stesse da parte di persone inadatte tecnicamente. Detto in parole semplici una sosta a spit su una cascata non riduce le difficolt\u00e0 della stessa attirando inesperti, ma garantisce una maggior sicurezza della\/e cordata\/e. Alla presenza di spit in sosta consegue un sovraffollamento delle colate e una situazione di rischio, legati ad una falsa sensazione di sicurezza? Forse s\u00ec. Quindi l\u2019errore \u00e8 umano, non dello spit. Conseguentemente, sarebbe opportuno focalizzare l\u2019attenzione e spendere energie nella formazione alla disciplina e nella corretta divulgazione di informazioni perch\u00e9 questa attivit\u00e0 venga praticata in sicurezza, piuttosto che nello schiodare 200 cascate di ghiaccio\u2026 con quale risultato poi? perdita economica di una comunit\u00e0 basata sul turismo e certamente maggiori incidenti e situazioni rocambolesche.<\/p>\n<p>Punto 2) Dovremmo sostituire l\u2019attrezzatura sulle vie di misto storiche o meno che siano in modo da renderle fruibili? E\u2019 un problema pi\u00f9 che attuale e che non riguarda solo la valle di Cogne. Ci sono vie che hanno fatto la storia dell\u2019arrampicata su ghiaccio e misto che oggi non sono fruibili per la vecchia e pericolosa attrezzatura presente sui tiri, ed \u00e8 vero che i primi salitori sono spesso indifferenti all\u2019argomento. Secondo me si, sarebbe bello poter usufruire di questo patrimonio che chi ci ha preceduto ci ha lasciato. In quei siti che ad oggi sarebbero considerati delle \u201cpalestre\u201d per il dry bisognerebbe forse attrezzarli come tali, rendendoli fruibili, e lasciando in loco la vecchia attrezzatura per conservare la memoria storica; Invece, su quelle vie in ambiente, propriamente dette, come pu\u00f2 essere per esempio Twin Peaks, sarebbe opportuno sostituire i vecchi spit arrugginiti e piantati a mano con dell\u2019attrezzatura nuova, e sostituire i vecchi chiodi, a seconda dei casi, con chiodi nuovi o con spit, rispettando al massimo la chiodatura originale, ma riducendo ragionevolmente il rischio di conseguenze drammatiche in caso di caduta.<\/p>\n<p>Punto 3) Serve un codice di comportamento? Si, ma nulla di diverso dal buonsenso comune che dovrebbe essere in ognuno di noi. Purtroppo questo non si acquisisce dando delle regole ferree, ma da piccoli a casa con una buona educazione.<\/p>\n<p>Punto 4) Le Guide Alpine hanno priorit\u00e0 sulle vie? So che mi tirer\u00f2 le ire di tanti colleghi, ma no, non penso che le guide abbiano priorit\u00e0 sulle vie. Io sono per il buonsenso, la prima cordata ha la priorit\u00e0, poi se le cordate che seguono sono pi\u00f9 veloci, e attenti, \u00e8 buon gusto lasciarli passare nel limite del ragionevole e della sicurezza, che sia io in veste di guida o di amatore.<\/p>\n<p>Punto 6) Cosa pu\u00f2 fare Cogne per far fronte al sovraffollamento? Sicuramente investire in un ice park e strutture analoghe pu\u00f2 essere un apporto interessante alla comunit\u00e0 cognense, ma non sarebbe certo quello una soluzione ultima al sovraffollamento. Non penso che ci sia una soluzione al problema, se non promuovendo e sviluppando altre zone della Valle che meritano altrettante attenzioni. Per tirar le somme, i tempi cambiano e con loro le attrezzature, le abitudini, le considerazioni, le situazioni, e come succede in ogni epoca bisogna stare al passo coi tempi. Fino alla fine degli anni\u201980 la Rocca Sbarua era il terreno \u201cingaggiato\u201d di media montagna dove gli alpinisti di punta del momento come Motti, Grassi, Cinquetti, Manera, ecc\u2026 si allenavano per poi salire in montagna. Oggi la Rocca Sbarua \u00e8 una falesia pluritiri che offre la possibilit\u00e0 alla massa di praticare l\u2019arrampicata plaisir. Cogne, ad oggi, \u00e8 una localit\u00e0 dove si pu\u00f2 praticare l\u2019arrampicata su ghiaccio \u201cplaisir\u201d su ogni difficolt\u00e0. Non \u00e8 pi\u00f9 il posto che frequentava Giancarlo Grassi negli anni \u201980 quando veniva ad aprire vie nuove, dove anche la salita a Patry era un\u2019esplorazione e un ingaggio. I tempi son cambiati e cos\u00ec i luoghi. Quel che si pu\u00f2 fare, \u00e8 pensare a come vorremmo il futuro, e d\u2019ora in poi cercare di costruircelo come vorremmo che fosse, e ben pensando al perch\u00e9 delle cose. Questo percorso non pu\u00f2 che essere lento e a livello comunitario, confrontandosi con gli altri Paesi, facendo esperienze al di fuori del nostro piccolo entourage di amicizie e compagnie, mettendosi in gioco. Non si progredisce cancellando lo stato del presente, ma bens\u00ec pensando ed investendo al futuro. Il terreno vergine per gettare le basi c\u2019\u00e8, basta un po&#8217; di iniziativa personale senza seguire a testa bassa i blog, i post, e la massa. In relazione a questi ultimi, che spesso divulgano \u201cinformazioni-spazzatura\u201d riportanti solo orari e ringraziamenti, e poco o nulla di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere utile, quel che ripeto tutti dovremmo fare, \u00e8 investire nella nella corretta informazione e formazione perch\u00e9 quest\u2019attivit\u00e0 venga praticata in sicurezza, secondo le regole che l\u2019attivit\u00e0 stessa ci impone e non quelle scritte da qualcuno, nel rispetto del prossimo, e risvegliando un po&#8217; di passione e personalit\u00e0 perch\u00e9 rimanga qualcosa di speciale, sia questa fatta con soste a spit o su un\u2019abalakov. C\u2019\u00e8 posto per tutti e perch\u00e9 tutti possano divertirsi.<\/p>\n<p>Enrico Bonino Guida Alpina e Maestro di Alpinismo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrei divulgare la mia personale opinione in merito ai quesiti proposti da chi ha organizzato la conferenza, in quanto non mi sar\u00e0 possibile essere presente in tale data. 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