{"id":2911,"date":"2016-01-17T10:11:49","date_gmt":"2016-01-17T09:11:49","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/?p=2911"},"modified":"2020-02-14T10:14:46","modified_gmt":"2020-02-14T09:14:46","slug":"tre-giorni-di-full-immersion-di-ghiaccio-e-misto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/tre-giorni-di-full-immersion-di-ghiaccio-e-misto.html","title":{"rendered":"Tre giorni di full immersion di ghiaccio e misto"},"content":{"rendered":"<p>Rose (di ghiaccio) e scintille tra il vento patagonico di Cogne<\/p>\n<p>Eccoci finalmente a tritare ghiaccio e misto col paesaggio in veste invernale. Da un p\u00f2, con Tommaso, avevamo previsto una tre giorni di ghiaccio &#8220;senza meta precisa&#8221;. Nell&#8217;ultima settimana, le nostre idee sono pi\u00f9 volte cambiate simultaneamente con il bollettino meteo. Ma che ci vuoi fare&#8230; per fare la scelta giusta bisogna essere flessibili, e l&#8217;attesa ha portato consiglio. In Dolomiti le temperature hanno avuto un rialzo in settimana e la pioggia ha raggiunto i 2000 m, pertanto non ce la siamo sentiti di prendere il rischio di fare &#8220;troppi&#8221; chilometri per poi rimanere a bocca asciutta. Cogne invece, poco o tanto ghiaccio che ci sia, non delude mai! Ne \u00e8 uscito quindi un bel trittico di ghiaccio e misto in totale solitudine.<\/p>\n<p>Primo giorno saliamo Medusa, nei pressi di Laubij. Si tratta di una bella goulottina di tre tiri, dove si passa dal ghiaccio ripido, all&#8217;effimero appoggiato, al marcio-mixt dell&#8217;uscita. Il tutto completato con la parziale salita di Laubij;<\/p>\n<p>Secondo giorno: avventura. Partiamo con tutto nello zaino (ma proprio tutto) e ci dirigiamo verso il fondo della Valnontey alla ricerca di itinerari &#8220;alternativi&#8221; da salire, magari facendo anche qualche scintilla sulla roccia. Negli anni ho aperto diversi itinerari nella zona, e qualche idea nel sacco da prendere in considerazione ce l&#8217;avevo ancora. Ci spingiamo oltre &#8220;Di fronte al tradimento&#8221;, ma l&#8217;unico sacco che abbiam trovato era &#8220;di neve sulla roccia secca&#8221;. Ma non tutto \u00e8 perduto. Sul cammino abbiamo visto che L&#8217;Erfaulet era in buone condizioni, o meglio, era ben fornita di ghiaccio. Dopo uno sguardo attento, notiamo che la valanga che solitamente spazza la cascata \u00e8 gi\u00e0 scesa in seguito alla prima nevicata, e i pendii in alto non sono carichi, anzi, belli pelati dal vento patagonico che ci accompagna ormai fedele. Al\u00e8, non saran scintille sulla roccia, ma \u00e8 sempre un bellissimo itinerario fuori dalla folla, e con un p\u00f2 di ingaggio in pi\u00f9 dato dalla parziale assenza di soste. Tutta didattica, quindi si addice alla nostra giornata. Il ghiaccio come dicevo non era dei migliori, ma comunque abbondante. La salita \u00e8 lunga e varia, con una vista spettacolare sulla balconata di Repentance. Per il resto la didattica \u00e8 passata anche per il &#8220;giocarci&#8221; la salita a tiri alterni, andando cos\u00ec a correggere alcune piccole lacune su progressione e sicurezza.<\/p>\n<p>Ultimo giorno. Cosa sifa, cosa non si fa, un caro collega amico di entrambi gioca un simpatico scherzetto bonario al Tommaso, suggerendogli di andare a fare &#8220;Gelati no thanks&#8221;, in Valeille. Il buon Tommaso ignaro della connotazione della via, mi gira la proposta e non pu\u00f2 che trovarmi d&#8217;accordo. Pronti si parte. Arriviamo a Cogne con tutto nuvolo e vento patagonico. 3b, se non sbaglio, dava Sole pieno tutto il giorno?!?!?! Va beh&#8230; proseguiamo il cammino&#8230;verso il bar ovviamente e facciamo il pieno di calore vicino alla stufa a pellet, corredata da &#8220;n&#8221; croissants ciascuno. Stoici e impavidi ci lanciamo verso il nostro obbiettivo. Il vento aveva cancellato la traccia, gli sbuffi ci riempivano la faccia di neve, e io ripensavo alla brezza patagonica vissuta l&#8217;anno scorsoa El Chalten, immaginandomi gi\u00e0 ibernato sul primo tiro della viai (D7 o 6b&#8230;roccia pura per capirci!). In realt\u00e0 contro la parete il vento era meno forte, e il freddo invece sempre uguale . Con la dovuta calma del caso, un passo dopo l&#8217;altro ci portiamo a casa anche questa bellissima combinazione di vie, invidiando un p\u00f2 le 6 o pi\u00f9 cordate sul Candelabro del Coyote baciate dal Sole. La giornata prevedeva ancora qualche ora di didattica sulla tecnica d&#8217;arrampicata a triangolo, ma l&#8217;unica cosa &#8220;didattica&#8221; che mi sembrava sensata proporre a Tommaso visto il clima&#8230; \u00e8 stata di andare al Bar a far merenda . Come dire&#8230; quando una cordata \u00e8 affiatata non c&#8217;\u00e8 storia ah ah ah !!!<\/p>\n<p>Quindi il tutto si conclude con tre giornate super positive, passate con un bello spirito di puro piacere dell&#8217;essere in montagna, e a godere di ci\u00f2 che questo strano inverno ci sta offrendo.<\/p>\n<p>Alla prossima!<\/p>\n<p>P.S. VALNONTEY: Patry, Acheronte, Sentiero dei Troll, Erfaulet, Repentance, e tutte le cascate del Gipeto donnaiolo sono in condizioni. OCCHIO AL MUTAMENTO DELLE CONDIZIONI DI INNEVAMENTO DOVUTE AL TRASPORTO DEL VENTO!<\/p>\n<p>VALEILLE: per quanto abbiamo potutto constatare Laubij, Medusa, Loye, Tutto \u00e8 relativo, Pattinaggio classica, Hard ice classica, Candelabro, Inachev\u00e9, Gelati no thanks sono formate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rose (di ghiaccio) e scintille tra il vento patagonico di Cogne Eccoci finalmente a tritare ghiaccio e misto col paesaggio in veste invernale. 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