{"id":2646,"date":"2019-06-20T16:47:16","date_gmt":"2019-06-20T14:47:16","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/?p=2646"},"modified":"2020-03-06T15:53:26","modified_gmt":"2020-03-06T14:53:26","slug":"a-spasso-per-le-alpi-da-est-a-ovest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/a-spasso-per-le-alpi-da-est-a-ovest.html","title":{"rendered":"A spasso per le Alpi da Est a Ovest"},"content":{"rendered":"<p>Periodo da flipper questo appena passato, e forse anche quello a venire. Quando le condizioni della montagna e il clima ti deprimono, bisogna trovare il coraggio e le forze per andare l\u00e0 dove gli astri si allineano per consentirti di mantenere la passione e il piacere di frequentarla. A volte tocca fare qualche chilometro in pi\u00f9, a volte prendere decisioni difficili.<\/p>\n<p>Con Tommaso \u00e8 parecchio che non ci vediamo, e decidiamo di ritrovarci in uno dei posti a lui pi\u00f9 cari: le Dolomiti. Il tempo sembra garantirci 2 giorni pieni di avventure e li sfruttiamo a pieno. Arrivati tardissimo la sera del venerdi, decidiamo che il sabato lo passiamo su una via \u201czero sbatti\u201d a 5 minuti di cammino, il Piz Ciavazes. Tom aveva gi\u00e0 tentato in passato la Grande Micheluzzi combinata col diedro Buhl, ma dovette ritirarsi a met\u00e0 via. Torniamo insieme per terminare la salita e ci riusciamo. Roccia super, via varia, bastoni garantiti nella parte alta. Non contenti di quanto avremmo gi\u00e0 faticato (o forse solo ignari), data la presenza di cordate all\u2019attacco decidiamo di percorrere la via Tabasco poco a sinistra e ricongiungerci al nostro obbiettivo qualche tiro sopra. Altra via bellissima su calcare della migliore qualit\u00e0, ma non molla mai, zero riposi per 70m e un 6c continuo. Secondo giorno ci dirigiamo invece verso i Mesules de la Biscie, nei pressi del passo Gardena. Altra via non lontano dalla strada ma perfetta per anticipare i temporali previsti. Molta meno genti qui. Abbiamo salito la via \u201cL\u2019Nein\u201d, itinerario vario con una seconda met\u00e0 su roccia stellare. E poi via, di ritorno a casa, 7 h di auto per ripartire l\u2019indomani sul lato opposto delle Alpi.<\/p>\n<p>Anche con Max era tanto tempo che non ci vedevamo. Lui sempre all\u2019inseguimento dei pochissimi 4000 che gli mancano e desideroso di grandi avventure. Io un p\u00f2 titubante sulle condizioni della montagna degli ultimi tempi. Ci dirigiamo dunque al rifugio del Couvercle con l\u2019obbiettivo della cresta del Jardin alla Verte. Nessuno l\u2019aveva percorsa ma molti avevano salito il couloir Whymper. Le condizioni di innevamento sembrano discrete, il rigelo un p\u00f2 meno. La meteo cambia leggermente all\u2019ultimo e piove in serata fino a oltre 4000m. Rimane nuvolo fino alle 23 e alle 00:00 quando ci alziamo per colazione, non pu\u00f2 certo aver consolidato la neve a dovere, anche se nel frattempo il cielo si \u00e8 schiarito. Erano ormai quasi 48h che non rigelava, in pi\u00f9 la pioggia e le nuvole avevano dato il colpo di grazia. Lascio a Max la scelta se tentare o se indirizzarci subito al piano B. Sapevo che lui ci teneva molto, quindi un tentativo non gliel\u2019avrei negato, anche se gi\u00e0 ben conoscevo il finale della storia. Arriviamo per primi nei pressi del couloir Whymper, sono ormai 1h e 10 che camminiamo nella pappa, di quella che se esci dalla traccia affondi al ginocchio. Onestamente valutando i precedenti delle ultime 48 h, le tempistiche della salita, e il cambiamento sostanziale che il clima sta infliggendo alla montagna, non me la sono sentita di prendere quei rischi, sia in salita che in discesa. Molte cordate sono comunque salite in vetta, ognuno \u00e8 libero di decidere per il proprio destino.<\/p>\n<p>Dunque piano B, si torna al rifugio a dormire un\u2019oretta e poi si va alla cresta S integrale del Moine. Roccia solida, Sole, tranquillit\u00e0, pochi rischi oggettivi. La salita non \u00e8 certo brutta, ma ce l\u2019aspettavamo molto pi\u00f9 bella. Forse \u00e8 una di quelle cime che sono belle ed estetiche in fotografia, e meno quando ci sei sopra. Ad ogni modo abbiamo salvato la giornata, e dalla cima si gode di un panorama di rara bellezza. La via presenta roccia solida ma \u00e8 molto laboriosa. Le difficolt\u00e0 sono forse un p\u00f2 pi\u00f9 sostenute di quanto non dicano le relazioni (sbagliate o incomprensibili quelle su camptocamp). Siamo comunque contenti di aver salito una cima a noi sconosciuta.<\/p>\n<p>CONDIZIONI DELLA MONTAGNA<\/p>\n<p>Zona Couvercle: le vie di misto cominciano ad essere alla frutta. Le terminali si stanno aprendo, e il rigelo nullo rende pericolose tutte le salite: rischio di caduta sassi e frane. Tracciata la punta isabella. Le Jorasses versante N sono ancora molto sporche. Tutte le vie d&#8217;arrampicata sul Moine sono percorribili. Sulla via normale \u00e8 presente ancora un p\u00f2 di neve. Ramponi non indispensabili per la via (per l&#8217;avvicinamento si), ma prendere inconsiderazione di fare qualche doppia in pi\u00f9 del previsto in discesa. Molte vie all&#8217;Envers des Aiguilles sono percorribili. La mancanza di rigelo totale nei giorni scorsi e la canicola prevista per la prossima settimana devono far drizzare le antenne e scegliere con cura gli itinerari, da preferirsi quelli interamente su roccia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Periodo da flipper questo appena passato, e forse anche quello a venire. Quando le condizioni della montagna e il clima ti deprimono, bisogna trovare il coraggio e le forze per andare l\u00e0 dove gli astri si allineano per consentirti di mantenere la passione e il piacere di frequentarla. 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