{"id":2136,"date":"2015-07-16T12:25:03","date_gmt":"2015-07-16T10:25:03","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/pilier-rouge-del-clocher-via-pifferaio-di-spit.html"},"modified":"2020-02-13T16:22:28","modified_gmt":"2020-02-13T15:22:28","slug":"pilier-rouge-del-clocher-via-pifferaio-di-spit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/pilier-rouge-del-clocher-via-pifferaio-di-spit.html","title":{"rendered":"Pilier Rouge del Clocher &#8211; via Pifferaio di spit"},"content":{"rendered":"<p>Il Pifferaio di Spit, cos\u00ec Giancarlo Grassi chiam\u00f2 questa via nel lontano 1988. Non solo un Maestro sul ghiaccio, ma anche un assiduo esploratore di angoli pi\u00f9 o meno remoti sulla roccia. Sul Pilier Rouge ha firmato una bellissima via, purtroppo passata nel dimenticatoio quando Vogler, Piola e Boivin hanno tempestato di linee moderne la parete Sud. Ricordo di aver sfogliato la guida di Buscaini agli albori della mia carriera alpinistica, e di aver percorso questa via una quindicina di anni fa almeno, quando tra l&#8217;incoscienza e la voglia di fare, scalavo a mala pena sul 6b in falesia. Grassi era gi\u00e0 il mio guru all&#8217;epoca, per la sua attivit\u00e0 su ghiaccio ovviamente, e leggere di sue avventure rocciose non pot\u00e8 che incuriosirmi. Andai col mio fedele amico Stefano, presi molti &#8220;schiaffi&#8221;, ma la salii, e feci notte. Nonostante ci\u00f2 mi rimase un bel ricordo di una linea estetica e fessurosa. In qesta estate senza fine, decido di prendermi un giorno per scalare con amici e morosa e ci dirigiamo verso il Pifferaio di Spit. Il Gian quando gli ho detto di mettere in carica il trapano mi ha subito risposto &#8220;ottimo&#8230;andiamo gi\u00e0 a cercarci grane e non \u00e8 ancora arrivato l&#8217;inverno!&#8221;, Ilaria invece, sempre entusiasta, non vede l&#8217;ora di staccare il cervello dal lavoro e prendere una boccata d&#8217;aria tra i monti ed \u00e8 positiva. Era tanto che volevo tornare tra quei diedri e fessure, per risistemare la via e riportarla a conoscenza del pubblico. Con un p\u00f2 di sorpresa mi accorgo di aver sbagliato due tiri della via all&#8217;epoca della mia prima visita, ma con piacere ne scopro altri due sempre entusiasmanti. La vecchia guida dei Monti d&#8217;Italia \u00e8 un p\u00f2 approssimativa, ma ci raccapezziamo e seguiamo la linea pi\u00f9 logica sulla quale \u00e8 presente materiale vecchio. Ne viene fuori una successione di 7 tiri davvero belli e assolutamente moderni da un punto di vista dell&#8217;arrampicata in fessura: incastri di dita, di mano, Dulfer, fessure larghe, c&#8217;\u00e8 proprio tutto. Attrezziamo le soste di salita a fix. Oggi con Max, &#8220;come gita di ripiego a causa di un leggero malessere&#8221; \u00a0terminiamo di sistemarla, pulirla, disgaggiarla per quanto possibile, e ora \u00e8 pronta per diventare una classica dei Satelliti del Tacul! Buona scalata a tutti!!!!!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Pifferaio di Spit, cos\u00ec Giancarlo Grassi chiam\u00f2 questa via nel lontano 1988. Non solo un Maestro sul ghiaccio, ma anche un assiduo esploratore di angoli pi\u00f9 o meno remoti sulla roccia. 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