{"id":2078,"date":"2011-04-03T12:11:53","date_gmt":"2011-04-03T10:11:53","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/oberland.html"},"modified":"2020-02-13T15:37:20","modified_gmt":"2020-02-13T14:37:20","slug":"oberland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/oberland.html","title":{"rendered":"Oberland"},"content":{"rendered":"<p>Eccomi di ritorno dopo sei giorni passati tra i ghiacciai dell&#8217;Oberland Bernese in compagnia di due canadesi (Marc e Paul), uno svizzero (Pascal) e un francese (Nicolas).<\/p>\n<div>\n<p>Alla fine, del programma originale abbiamo seguito solo la parte &#8220;gastronomica&#8221; cio\u00e8 i rifugi, per il resto ci siamo adattati a condizioni della montagna e all\u2019allenamento dei partecipanti per tirare fuori il meglio dalla settimana.Il nostro primo giorno comincia con la salita da Grindelwald allo Jungfraujoch tramite il mitico trenino che percorre l\u2019interno dell\u2019Eiger.<br \/>\nDa qui purtroppo il tempo inclemente non ci ha permesso di vedere molto pi\u00f9 in l\u00e0 del nostro naso, e in circa 40 minuti di pista battuta arriviamo alla Monchhutte.<br \/>\nDevo essere sincero, negli ultimi anni lo standard dei rifugi svizzeri \u00e8 decisamente migliorato, abbiamo sempre trovato buona accoglienza e cibo discreto.<\/p>\n<p>Il giorno successivo, avevamo in programma di salire il Gross Fischerhorn per poi traversare nella valle parallela e scendere alla Finsteerarhornhutte, ma le condizioni della montagna non ce l\u2019hanno permesso, e la sicurezza ci ha imposto di scendere lungo il Emigschneefald glacier fino alla Konkordia Platz per poi traversare alla Finsteerarhorn hutte tramite il colle Grunhornlucke.<\/p>\n<p>Il terzo giorno, la nostra attenzione \u00e8 stata attirata da una montagna pi\u00f9 estetica che difficile, il Gross Wennenhorn. La giornata nuvolosa non ci ci lasciava sperare il raggiungimento della vetta, ma la fortuna \u00e8 stata dalla nostra e arrivati nei pressi della cima le nuvole si sono abbassate e poi in parte dissolte lasciandoci intravedere il panorma fantastico.<\/p>\n<p>Il quarto giorno abbiamo deciso di fare giornata breve per poi approfittare delle ultime due giornate di sole splendente. Pertanto abbiamo attraversato nuovamente il Grunhornluke in senso contrario e salito parte del Grunegghorn fino alla forcella per poi concederci una bella discesa su neve trasformata fino alla Konkordiahutte\u2026 che per\u00f2 si fa desiderare con circa 120 m di scale lungo una ripida parete rocciosa.<\/p>\n<p>Il quinto giorno ci incamminiamo lungo l\u2019immenso Grosser Aletschfirn glacier, in direzione del Gletscherjoch nella nebbia pi\u00f9 fitta. Con l&#8217;aiuto del GPS ci facciamo strada trai crepacci e dopo circa due ore la nebbia lascia spazio al sole e al cielo blu. Nonostante sia mattino presto il caldo si fa sentire e non ci permette di arrivare fino al colle, altrimenti la sicurezza sarebbe compromessa e preferiamo goderci la discesa in buone condizioni per poi risalire alla Holladiahutte.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo giorno: qualcuno ha preferito dormire un ora in pi\u00f9, con gli altri abbiamo deciso di partire presto e vedere il sorgere del sole nei pressi della cima dell Abeni Flue. E cos\u00ec \u00e8 stato, un panorama mozzafiato a 360 gradi e il cielo limpido. Poco dopo eravamo nuovamente al rifugio per un ultimo caff\u00e8 in quota. Ripartiamo presto per la discesa lungo la valle del Lotschental, dove ormai la primavera si fa vedere con i ruscelli che solcano la neve e i prati esposti a sud gi\u00e0 verdi.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccomi di ritorno dopo sei giorni passati tra i ghiacciai dell&#8217;Oberland Bernese in compagnia di due canadesi (Marc e Paul), uno svizzero (Pascal) e un francese (Nicolas). 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