{"id":1765,"date":"2014-01-13T10:05:03","date_gmt":"2014-01-13T09:05:03","guid":{"rendered":"https:\/\/enricobonino.devel07.com\/tequila-stuntman-m7-wi6.html"},"modified":"2020-03-14T23:07:16","modified_gmt":"2020-03-14T22:07:16","slug":"tequila-stuntman-m7-wi6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricobonino.com\/en\/tequila-stuntman-m7-wi6.html","title":{"rendered":"Tequila Stuntman M7 WI6+"},"content":{"rendered":"<p>La prima volta che andai a mettere il naso nel bacino dell&#8217;Argentiere fu con Giampiero, ormai un p\u00f2 di anni fa. Ma caso vuole che fosse proprio in occasione della nostra salita a Nuit Blanche. Ricordo che titubanti ci avvicinammo al bordo del precipizio e gettammo le corde per scendere in doppia. Eh si perch\u00e9 li prima ci si cala e poi si scala&#8230; e se non si sale son bei cazzi <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.enricobonino.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/smil3dbd4d6422f04.gif\" alt=\"\" \/> Giampiero mi guard\u00f2 con aria interrogativa e mi chiese: ma \u00e8 normale che non vedo pi\u00f9 le corde???!!! Dicamo che calarsi da Nuit Blanche fa sempre un certo effetto&#8230; la prima doppia \u00e8 nel vuoto per 40 metri e si arriva al pelo a toccare il terrazzo per la seconda&#8230; In quell&#8217;occasione mi ricordo che, oltre a trovare eterno sui tiri, notai incuriosito dei cordini e dei chiodi qualche metro a sinistra, proprio dietro a delle stalattiti penzolanti. Era Tequila Stuntman, una via di misto moderno, tutta da proteggere a friends e nuts, dalla linea tanto impressionante quanto attraente, e mai pi\u00f9 avrei pensato di percorrerla un giorno.<\/p>\n<div>\n<p>Fabio Elli \u00e8 venuto a trovarci durante il week end della Befana. Il primo giorno, col Gian lo portiamo al B&amp;B a vedere ci\u00f2 che \u00e8 nato intorno ad &#8220;azione indecente&#8221; che lui sal\u00ec insieme a Farina nel 2004. Il giorno seguente cogliamo l&#8217;occasione del &#8220;non ancora troppo caldo&#8221; per andare a buttare il naso a Tequila. Anche questa era un p\u00f2 che la marcavamo stretta col Gian. Ma l&#8217;idea ci \u00e8 venuta sopratutto per confrontarci con i gradi stranieri e con i loro standard, per capire se al B&amp;B avevamo gradato in modo corretto. Diciamo che su Tequila l&#8217;ambiente \u00e8 un tantino diverso, dovendosi proteggere con protezioni veloci. Ma il grado tecnico \u00e8 ben sempre lo stesso.<\/p>\n<p>Come dicevo ci caliamo fino alla base e intanto ci facciamo un&#8217;idea di ci\u00f2 a cui andiamo incontro <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.enricobonino.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/smil3dbd4d6422f04.gif\" alt=\"\" \/> Il secondo tiro sembra in condizioni corrette. Il primo sembra patire gi\u00e0 molto del caldo, e sembra mancare ghiaccio nei primi 10 m. \u00a0Arrivo per primo alla base e trovo un&#8217;abalakov su roccia con un cordino che segna l&#8217;inizio della via e fa da punto di sosta. Arriva Fabio che mi guarda un p\u00f2 perplesso, ma non dice molto. Arriva il Gian, con il quale eravamo d&#8217;accordo che lui avrebbe fatto il primo tiro se c&#8217;era oppure quello di Nuit Blanche, per poi lasciare a me il tiro superiore \u00a0&#8220;pi\u00f9 conosciuto e percorso&#8221;. Si guarda intorno, si comincia a legare. Faccio per passargli i friends e mi dice &#8220;tienili tu quelli tanto di l\u00e0 non mi servono&#8221;&#8230; Lo guardo, mi guarda, guardiamo verso l&#8217;alto&#8230; e gli faccio &#8221; &#8230;non vorrai mica salire il primo tiro di Nuit? &#8230;almeno proviamoci&#8221;. Allora: in realt\u00e0 il primo tiro di Tequila, dalle poche info che abbiamo, dovrebbe salire un sitema si &#8220;rampe&#8221; ghiacciate verticali che aggirano lo strapiobo di roccia, per poi ricongiungersi con il canaletto ripido e ghiacciato superiore del tiro. Ma chiaramente mancavano questi primi 10-12 m di ghiaccio. Si intuiva per\u00f2 un sistema di fessure marce e fessurini esili per i quali salire e proteggersi&#8230; ma dall&#8217;aspetto decisamente ingaggioso. Dopo lo scambio di sguardi, Gian si slega e mi passa le corde dicendo &#8220;ah bon ok vai pure <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.enricobonino.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/smil3dbd4d6422f04.gif\" alt=\"\" \/> &#8220;. Che tradotto sta per &#8221; col cazzo che salgo su di li&#8230; se vuoi lanciati tu&#8221;! \u00a0&#8230;e non era scontato che fosse un lancio verso l&#8217;alto e non verso il basso ahhhhhhhhhh!<\/p>\n<p>Salgo i primi metri davvero delicati. Le protezioni non son certo bomb-proof, anzi&#8230; Arrivo al crux, i movimenti mi vengono subito, salgo la pancia e ho i ramponi sul nulla e le picozze incastrate per un paio di millimetri in un fessurino sottile. Ma il problema non era tanto quello, ma invece la proteggibilit\u00e0 del passo successivo. La fessura a destra \u00e8 marcia e non riesco subito ad incastrare il N.2 a dovere e perdo tempo ed energie. Faccio dietro front e salticchio su un microfriend &#8220;00&#8221;&#8230; che tiene! ufff!!! Ci riprovo e questa volta mi va meglio, il friend lo incastro bene ma la fessura si sfalda e non mi d\u00e0 certo sicurezza. Tento i movimenti ugualmente e mi proteggo meglio. Ho ancora un ribaltamento difficile e non vicino alla protezione. Lo concateno e mi incastro in un canaletto off width per riposarmi. Ma non riesco ancora a proteggere bene. Mi concentro e gestisco calma ed energie. Il terreno \u00e8 un pelo pi\u00f9 facile e proseguo. Ora c&#8217;\u00e8 ghiaccio&#8230; che si smonta per il caldo ma c&#8217;\u00e8. Con calma arrivo in cima e costruisco una sosta tra ghiaccio e chiodo da roccia. Disdegno un vecchio spit arrugginito e marcio. Mentre Fabio, quando arriva in sosta e lo vede, fa che collegarlo subito!! I soci mi raggiungono. E uno \u00e8 fatto! Il tiro successivo \u00e8 quello delle poche foto o video che si trovano sul Web. Le fessure e le protezioni sono o sembrano pi\u00f9 nette ed affidabili. Ma dalla sosta non si capisce quanto strapiomba. Da l\u00ec a un attimo lo capisco subito <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.enricobonino.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/smil3dbd4d6422f04.gif\" alt=\"\" \/> I primi metri si salgono &#8220;agevolmente&#8221;, poi come cerco di ancorare del ghiaccio sopra ad un tetto, si smonta e me lo tiro in faccia. AHI AHI AHI!. Scendo un paio di metrie provo a trovare un&#8217;altra via. Mi sposto a sinistra e vado ad ancorare l&#8217;esile stalattite che scende dall&#8217;alto. L&#8217;ultima protezione \u00e8 un nut qualche metro a destra. Salgo la colonnetta e mi ribalto sul terrazzino&#8230; finalmente scarico un pelo le braccia. Son demolito. I giorni precedenti di arrampicata e il primo tiro mi hanno distrutto. La ripartenza \u00e8 davvero difficile perche il ghiaccio ostruisce le fessurine dove normalmente si incastrano le picche. Strapiomba sempre di pi\u00f9 cavolo, fino a prendere la medusa che costeggia la stalattite. E&#8217; fatta! sono nel canale superiore dove mi aspettano ancora una ventina di metri di ghiaccio verticale a balze. Poco dopo siamo tutti in cima, sul pianoro, demoliti ma contenti. E meno male che non ce n&#8217;era un terzo di tiro se no ci toccava affittare 3 paia di braccia!!!!<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta che andai a mettere il naso nel bacino dell&#8217;Argentiere fu con Giampiero, ormai un p\u00f2 di anni fa. Ma caso vuole che fosse proprio in occasione della nostra salita a Nuit Blanche. Ricordo che titubanti ci avvicinammo al bordo del precipizio e gettammo le corde per scendere in doppia. 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